Casa dell'intreccio Santa Giusta

La tecnica dell’intreccio fa parte di quel bagaglio di saperi che l’uomo ha acquisito fin dall’antichità. La possibilità di attuarla a mano nuda o con attrezzi rudimentali fa ritenere che preceda la tessitura, realizzata invece con l’ausilio dei telai utilizzati per la tensione o sospensione dei fili dell’ordito.

Vita nella laguna

Lo stagno di Santa Giusta, grazie alla sua estensione di circa 860 ettari, è classificato come il terzo della Sardegna ed è collegato ai due bacini minori di Pauli ‘e Figu e di Pauli Majore, riserva naturale dal 1989.

Fauna della laguna

Flora della laguna

l’attività della pesca nello stagno di Santa Giusta

Lo stagno di Santa Giusta grazie al collegamento diretto col mare tramite il canale di Pesaria è l’ambiente ideale per orate, spigole, anguille e muggini.

Lo stagno di Santa Giusta è in concessione alla Cooperativa Pescatori Santa Giusta che mosse i primi passi nella prima metà degli anni ’50 del 1900. 

Casa dell’intreccio di Santa Giusta

 I fassoni (fassonis o fassõis in sardo)

I fassoni sono le tradizionali imbarcazioni tipiche della navigazione e della pesca nelle lagune del territorio del Sinis, utilizzate dai “palamitai”, ossia i pescatori che utilizzavano il palamito (lunga corda sottile in fibra o in nylon alla quale vengono legati perpendicolarmente numerosi ami) e la fiocina.

Casa dell’intreccio di Santa Giusta

Gli strumenti utilizzati per la pesca

Le reti sono formate da fili incrociati, annodati fra loro a distanze regolari in modo da creare maglie romboidali le cui misure e resistenza variano a seconda del loro utilizzo.

Le fibre utilizzate per l’intreccio sono la canapa, il cocco, il crine e altri materiali in relazione alle diverse tipologie e area geografica di realizzazione.